I micro-metabolismi specifici dell’apnea

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Per anni si è sostenuto che l’apnea allena l’apnea. Questo è un assioma corretto, ma non del tutto preciso. Dopo anni di pratica e allenamento, noi di Liquidum abbiamo chiarito concetti e sviluppato protocolli di allenamento per migliorare le performance apneistiche, stabilendo legami solidi tra l’allenamento a terra e quello in acqua.

Siamo i primi a identificare una connessione concreta e una relazione tra l’allenamento a terra con la ventilazione normale e l’allenamento in apnea in acqua, interrompendo temporaneamente la ventilazione. La nostra teoria si basa su questo concetto fondamentale: la respirazione è un processo unico, così come il metodo di generazione di energia del nostro corpo.

La principale differenza tra l’allenamento a terra e l’allenamento in apnea in acqua è che sulla terraferma è possibile ventilare normalmente, creando uno scambio continuo e un riciclo di ossigeno e anidride carbonica. In apnea, invece, l’energia viene generata utilizzando la quantità limitata di ossigeno disponibile, con conseguente accumulo di anidride carbonica non eliminata.

Partendo da questo presupposto, dobbiamo prima comprendere la metodologia tradizionale di produzione di energia nel nostro corpo e le relative caratteristiche per applicarle all’apnea.

Il processo di trasformazione dell’energia chimica in energia cinetica è noto come “metabolismo“. A seconda dell’intensità del movimento, dell’uso muscolare e della durata, possiamo distinguere due tipi principali di metabolismo:

  • Metabolismo aerobico: Caratterizzato da un’intensità bassa o media che può perdurare a lungo, persino per ore. Questo metabolismo utilizza l’ossigeno in modo continuo ed ha una bassa produzione di acido lattico, con una produzione inferiore a 2 ml/l, nota come “soglia aerobica”.
  • Metabolismo anaerobico: Coinvolge intensità elevate o massime, ma ha una produzione significativa di acido lattico, superiore a 4 ml/l, nota come “soglia anaerobica”. Tuttavia, ha una durata breve a cortissima, ad esempio da 10″ (come un corridore sui 100 metri) a 30″ / 40″.

Tra i 2 ml/l e i 4 ml/l di produzione di acido lattico, c’è un metabolismo chiamato “di soglia”, che consente intensità medio-alte per un periodo moderato di 2′ / 3′ (ad esempio, un corridore sui 400 o 800 metri).

In sostanza, ci sono tre tipi di metabolismo terrestre direttamente correlati all’intensità, alla durata e alla produzione di acido lattico.

Se consideriamo che il nostro corpo produce energia in apnea in modo simile a quanto avviene fuori dall’acqua, dobbiamo notare che la differenza principale non è solo l’intensità che determina la creazione di acido lattico e quindi il tipo di metabolismo coinvolto, ma anche la durata, che dipende dall’esaurimento dell’ossigeno a causa dell’interruzione della ventilazione. Per capire il metabolismo in apnea e terrestre, possiamo pensare a una fiamma accesa all’aria aperta e una fiamma accesa sotto una campana di vetro. La seconda fiamma (metabolismo dell’apnea) brucia in modo simile alla prima, ma si spegne prima a causa dell’esaurimento dell’ossigeno. Il meccanismo di accensione e combustione della fiamma è lo stesso.

In apnea, il nostro corpo produce energia nello stesso modo in cui lo fa sulla terra, ma la riserva limitata di ossigeno limita il tempo di utilizzo di ciascun tipo di metabolismo.

Esaminando le prestazioni in apnea e utilizzando la scala di Borg per definire il tipo di metabolismo coinvolto, possiamo concludere che le caratteristiche dei metabolismi in apnea sono tre:

  • Metabolismo Anossico: Costituisce circa il 50%-60% delle prestazioni in apnea, è la fase iniziale che si basa sulla riduzione dell’ossigeno e si collega al metabolismo aerobico esterno.
  • Metabolismo di Soglia: copre circa il 30%-40% delle prestazioni ed è la fase in cui l’ossigeno inizia a scarseggiare, causando la produzione di acido lattico. Questa fase può variare da una fase iniziale più lieve a una più intensa ed è correlata al metabolismo di soglia esterno.
  • Metabolismo Ipercapnico: rappresenta circa il 10%-20% delle prestazioni ed è la fase finale con una scarsità di ossigeno significativa e una produzione elevata di acido lattico, collegata al metabolismo anaerobico esterno.

Per migliorare le prestazioni specifiche, è necessario stabilire le percentuali di metabolismo specifico richieste, le quali variano a seconda della disciplina d’apnea. È quindi possibile pianificare gli allenamenti per sviluppare queste capacità metaboliche. Ad esempio, per la disciplina del CWT, che richiede il 50% di metabolismo Anossico, il 40% di metabolismo di Soglia e il 10% di metabolismo Ipercapnico, gli allenamenti devono essere strutturati per riflettere queste proporzioni, come con un allenamento settimanale dedicato all’Anossico e uno alla Soglia/Ipercapnico.

Poiché in apnea la ventilazione è interrotta, è importante rispettare i tempi di recupero. Pertanto, utilizziamo l’allenamento a terra come base per allenare i metabolismi simili in apnea. In altre parole, l’apnea si allena con l’apnea, ma richiede quattro volte il tempo necessario rispetto all’allenamento sulla terraferma.

Per esempio, un’ora di corsa aerobica corrisponde a quattro allenamenti Anossici settimanali, il che può comportare problemi logistici.

Creando collegamenti tra i metabolismi terrestri e quelli in apnea, è possibile strutturare con efficacia gli allenamenti in acqua, con una pianificazione mensile e annuale, sia per l’allenamento metabolico che tecnico. In questo modo, l’allenamento per la disciplina desiderata diventa altamente organizzato ed efficiente, come in qualsiasi altra disciplina sportiva, eliminando il caso e le supposizioni.